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Crisi sotto la lente Vicenzaoro 25 Gennaio 2015

Crisi sotto la lente: ne parlano gli operatori orafi.
Contanti, tracciabilità, fisco, banche, legalità.
I risultati di un’inchiesta nel mondo dei preziosi.

Rilevare, descrivere ed analizzare i perché dei consumi instabili degli articoli di gioielleria e orologeria, registrati dalle imprese del commercio al dettaglio e di produzione, attraverso dati e informazioni che consentano di valutare le dimensioni del fenomeno della contrazione della domanda, le determinanti che ne sono all’origine e l’impatto che sta avendo sul settore in termini di riduzione dei ricavi per gli operatori economici, di depauperamento dell’offerta e di perdita di valore per l’economia del Paese.

Presentata a VicenzaOro January un’indagine di Federpreziosi Confcommercio sul limite all’utilizzo dei contanti, tracciabilità, fisco, banche, legalità.
L’indagine a cura di Federpreziosi Confcommercio effettuata da Format Research su 400 dettaglianti orafi come punto di partenza per un confronto tra operatori sul tema delle motivazioni percepite nella crisi delle vendite, ma soprattutto come strumento di dialogo con le istituzioni e il Governo. Il limite all’utilizzo dei contanti e le procedure di tracciabilità sono tra i fattori critici secondo gli operatori del settore orafo e orologiero che, al contempo, ipotizzano possibili scenari di miglioramento.

A Vicenza, i rappresentanti delle categorie orafe e orologiere ed esperti si sono incontrati per delineare le dimensioni del fenomeno della contrazione della domanda e identificarne i fattori determinanti. Alla tavola rotonda svoltasi domenica 25 Gennaio, introdotta dal Presidente di Fiera di Vicenza Matteo Marzotto e moderata dal Direttore di Federpreziosi Steven Tranquilli, hanno preso parte: il Presidente di Federpreziosi Confcommercio Giuseppe Aquilino; Tommaso Mazza, Presidente Assocoral; Mario Peserico, Presidente Assorologi; Silvio Ciniglio, dell’Ordine degli Avvocati di Napoli; Andrea R. Castaldo, Ordinario di Diritto penale all’Università degli Studi di Salerno. I risultati dell’indagine sono stati presentati da Pierluigi Ascani, Presidente CdA Format Research.
Questi gli obiettivi che Federpreziosi Confcommercio, Assocoral e Fiera di Vicenza assieme ad Assorologi si pongono analizzando i dati dell’inchiesta condotta su un campione rappresentativo delle imprese italiane del commercio al dettaglio e all’ingrosso di preziosi da Format Research, istituto specializzato che opera nel settore degli studi sociali ed economici, delle ricerche di marketing e delle indagini di opinione "survey based”.

La complessa elaborazione del format di indagine consente di disporre di un’analisi sia tendenziale sia congiunturale su: andamento economico generale delle imprese con riferimento agli ultimi due anni e previsionale, andamento dei ricavi e loro suddivisione per tipologia di prodotto (gioielli, orologi), per tipologia di clientela (storica, occasionale), per nazionalità della clientela (italiana, estera).
Di particolare interesse i risultati delle rilevazioni che si riferiscono alle cause percepite che sono alla base della contrazione dei ricavi, segmentata per tipologia di clientela - italiana/estera - tra cui: crisi economica; soglia del contante più bassa rispetto a quella praticata da altri paesi e, per la clientela estera, non relativa a quella dei paesi di origine; introduzione dell’obbligo da parte degli operatori al dettaglio di registrare e comunicare i dati degli acquirenti che spendono più di 3.600 euro.
Un quadro ampio ed esaustivo, che prende in considerazione anche le problematiche riscontrate dagli operatori all’ingrosso nei rapporti commerciali con la clientela proveniente da Paesi ove il sistema bancario ad alto rischio costringe ad acquisti solo in contanti, completato anche da un’analisi delle conseguenze scaturite dalla riduzione dei ricavi (tra cui riduzione del personale e rinuncia ad investimenti), elemento ancor più interessante, rilevazione delle reazioni dei consumatori alla richiesta di fornire il proprio codice fiscale per acquisti superiori al limite previsto per la tracciabilità.
Federpreziosi
ITA ICE